Tempo fa ho postato un videino di prova sul “tubo”, l’arpeggio di “Guardian Angels” di John McLaughlin. Da allora diverse persone mi chiedono la tablatura del brano. Per velocizzare, la posto qui nel sito, sperando di non violare qualche leggina sul copyright… Se il sito dovesse oscurarsi, sapete perchè :-D
Ecologia ambientale. Non so voi, ma io sono esasperato dal frastuono che sento vivendo la metropoli di Milano e, peggio, abitando a Segrate, dove un festival di mezzi pesanti non risparmia i suoi ruggiti che la cittadinanza percepisce con sempre maggiore antipatia. L’altro giorno, andando in un grande supermercato per procacciarmi dei piatti pronti in vista delle prove con il duo, ho notato per la prima volta la moltitudine di “bip” del lettore di codici a barre che si producono nell’area delle casse. Mentre ero in coda e, ancora di più, superata la linea di pagamento, ho realizzato lo stress acustico a cui sono sottoposti gli addetti alle casse. Se un singolo “bip” può risultare anche simpatico (a parte il fatto di ricordarti che il conto della spesa incrementa ad ognuno di questi suoni…), la contemporanea reiterazione di 10-15 o più dipositivi simultanei e che producono la stessa nota fredda, ferocemente sinusuoidale, può essere un’esperienza significativa in tutta la sua negatività! Fatti i sacchi e avviandomi verso l’uscita rimuginavo su questa esperienza. Da qui l’idea. Ma se ognuno di questi aggeggi producesse un suono differente, basato su una combinazione eufonica? Probabilmente si produrrebbe un’esperienza “orchestrale” concreta, insomma, in poche parole, un’opera d’arte “in continuo”, basata su una necessità commerciale. Folle magari, ma non è interessante? So che alcuni compositori contemporanei avranno già la bava alla bocca. Ma non ci avete già pensato? Bene, facciamo subito largo a un chiarimento. Io non intendo sfruttare quest’idea per fini personali, penso soltanto, se fosse fattibile dal punto di vista tecnico (basterebbe “manomettere” il dispositivo di produzione di questa nota fissa?) ad un sollievo per gli operatori del centro commerciale e, perchè no, degli utenti che ascolterebbero questa pioggia di note dispersa nello spazio. A tutti gli effetti, un’eco cassa :-)
A dimostrazione di questo assunto, ecco un esempio audio: Eco cassa #1
Simulazione di 12 casse operanti con un lettore di codici a barre standard.
Eco cassa #2
Stessa sequenza precedente, con la trasposizione dei toni singoli sulla scala maggiore, fino al sesto grado.
Non pensavo di utilizzare il sito come bacheca, ma dato che c’è… ;-)
Appunto, sto cercando un percussionista per il progetto di “chitarre stravaganti”, ovvero “John John, la musica di John McLaughlin” (vedi qui l’articolo sull’iniziativa). Chi fosse interessato a fare una prova col sottoscritto e il mio compare, mi scriva comunicando qualche dato, tipo età, studi ed esperienze musicali.
Grazie grazie — Marco.
Ieri è uscito il nuovo CD di Antonella Ruggiero, “Genova la Superba”, prodotto dall’amico Roberto Colombo. Un progetto particolarmente significativo per me, perchè saluta una nuova collaborazione col maestro, interrotta per “cause naturali” 19 anni fa!
L’intesa tra i due Colombo…, dopo tanti anni, è stata efficace e quasi istantanea. Si è trattato di scrollarsi di dosso quelle due ragnatele e prendere la mira sull’approccio artistico delle chitarre distese sui vari brani, e poi via a tappeto senza difficoltà. Una bella esperienza, sia per quanto riguarda l’aspetto della produzione e, naturalmente, per avere partecipato direttamente e in modo estensivo a un lavoro della bravissima Antonella. Io e Antonella ci conosciamo da tempo memorabile, da quando ho collaborato a “Souvenir” dei Matia Bazar, registrato… secoli fa, poi incontrata saltuariamente nello studio di Roberto, quando era ancora a Grignasco, in Piemonte. Mi ricordo di una spaghettata cucinata proprio da lei ;-)
Un lavoro delicatissimo e di grande classe (non ne avevo dubbi) costellato di pezzi celeberrimi e accuratamente selezionati dei maggiori autori genovesi quali Tenco, Lauzi, New Trolls, Bindi, De Andrè, ecc. Non mi dilungo in scalcinate recensioni, che non sono capace, ehehe. Orientate il timone nei negozi di dischi o al sito di Antonella (non al vostro P2P, please…) e regalatevi un ottimo ascolto!
Passavo di qua e così volevo mettervi al corrente di un nuovo progetto a cui sto lavorando, insieme al mio collega/amico/ex-allievo Marcello Fantoni, ora chitarrista classico artisticamente maturo e dal notevole talento. Abbiamo sempre voluto combinare qualcosa insieme, ma fatta eccezione per un paio di performance live messe in piedi in poche ore, non si è mai riusciti a trovare la mossa giusta che ci motivasse a prendere la cosa sul serio. Fino agli inizi dello scorso ottobre… È scattata la molla che ci ha spinto ad organizzarci e a definire un repertorio, di cui vi parlerò a breve. Ci siamo trovati e stiamo continuando a farlo, provando e arrangiando i brani selezionati e devo dire che questo piglio deciso sta dando i suoi frutti. Il repertorio. Siamo partiti dall’idea, che è poi una filosofia “laterale” di Marcello, del “maialesimo chitarristico”, in breve del liberatorio godimento nell’infrangere le regole e le convenzioni musicali. Fatti due conti, si può ben capirlo, lui, diplomato al Conservatorio, chissà che tritamento di p…. gli devono aver comminato. Comunque i brani di estrazione suina non mi hanno convinto, e così pure le mie proposte di avanguardia sperimentale hanno avuto, per contro, ampli storcimenti di naso sul mio compare. Da lì a poco l’idea: entrambi appassionati di John McLaughlin, abbiamo convenuto immediatamente che studiare e proporre una selezione del suo repertorio sarebbe stata insieme una sfida tecnica e un’emozionante avventura in un affascinante materiale. “John John” è il nome con cui per ora identifichiamo il duo, ma è ampiamente suscettibile di variazioni. Tra poche settimane saremo pronti per la scena. Non mi resta che darvi appuntamento ad uno dei nostri spettacoli, sempre che sopravviveremo al debutto ;-)
Notizia del secolo, ehehehe. Sto ultimando il mio primo metodo di chitarra! È da decenni che ce l’ho in mente, ma la mia volontà traballante mi ha fatto concentrare, sul filone scrittura, sulla stesura di un tomo di teoria della musica, cinque mostruosi anni di lavoro. La mia vergognosa pignoleria, e la caccia alla strega della cialtroneria, mi hanno fatto astenere dal cercare di pubblicarlo: troppo poco erudito per essere considerato nalla cerchia dei manuali di riferimento e troppo, appunto, cialtrone per farmi fare due passi da qualche ardito editore.
La ripresa dell’insegnamento della chitarra per la mia Associazione di musica “Cinqueottavi”, mi ha fatto venir voglia di raccogliere tutte le informazioni che elargisco ai miei ragazzi/e e di scriverle per bene in un primo volume probabilmente intitolato semplicemente: “Metodo di Chitarra a Plettro”. Mi sia testimone questo sito: terminare e pubblicare!
Se riesco a capire come collegare i pdf, ne pubblicherò alcuni capitoli online, così se non avete meglio da fare, mi direte cosa ve ne pare (evviva la rima) ;-)
Da quando frequento con divertimento e interesse quel carnaio universale di myspace, dove anch’io ho una “casetta” nel caotico girone della musica, la sensazione che si riflette immediatamente è: ma quanti siamo? Quante decine di migliaia di persone sono orgogliose di mostrare le loro presunte o reali capacità al pubblico della rete? L’”effetto internet”, il moltiplicarsi esponenzialmente delle informazioni reperite durante la navigazione creando il tipico effetto “deriva” (come uno sterminato e improbabile filo d’Arianna) si avverte in maniera forte pur restando nello stesso spazio…
Mi è sempre interessata la questione su cosa sia “lecito” pubblicare o meno. Non è un’affermazione snobistica o discriminatoria. Intendiamoci, il bello della rete, se rimarrà tale, è proprio la libertà di pubblicare e quindi soddisfare quel sottile narcisismo che tutti ci colpisce. Con l’avvento delle applicazioni dinamiche tipo blog, dove l’utente può interagire direttamente e in tempo reale nello spazio remoto a lei/lui dedicato, il fenomeno “vetrina” personale è esploso e così anche le vendite di apparati idonei alla sfida multimediale sono incrementate proporzionalmente: videocamere, webcam, macchine fotografiche digitali, editor audio, piccoli impianti per il podcasting, ripasso di grammatica e sintassi, ecc. ;-)
Innanzitutto è giusto distinguere chi approfitta della possibilità di “esporsi in rete” (questa frase detta da una mia collega/amica mi ha colpito e la utilizzo perchè molto appropriata) da chi realmente può dare il suo apporto alla comunità di musicisti. La prima schiera risponde al motto americano “showing off” (mostrarsi ostentatamente), dove scavando un pochino tra le righe si scopre una quasi totale assenza di contenuti se non per quei quattro versi sul disagio della vita, corredati da qualche foto più o meno dark in autoscatto o, molto in voga ultimamente, con esplicito riferimento sessuale, meglio se omosex.
Gli altri, quelli che mi interessano maggiormente, sono una moltitudine variegata e differenziata che va dal più piccolo strimpellatore casalingo alla band di comprovato e conclamato successo, nazionale e anche planetario. Man mano che il livello sale, si ha sempre più la percezione, diciamo pure la certezza, che la le loro pagine siano gestite da addetti assoldati appositamente. Quindi la sensazione di contatto, di comunità, va a farsi friggere immediatamente: “beh, non sono loro…”. Questa sensazione è avallata dalla presenza, nel mastodontico sito, di personaggi quali Dio, Gesù, alcuni Santi, cardinali, musicisti già defunti da un pezzo. Non è infatti obbligatorio dimostrare la propria identità all’atto della registrazione al sito. Da poco ho scoperto che esistono dei software che “spammano” il sito sparando richieste di amicizia, il fatidico “Add” a raffica. Bella roba. Io spero che non sia utilizzato perchè è un mostro, un segnale che dovunque si “vive” di finzione, di sotterfugi. Che ne so, sono un tipo all’antica. Un “chi so io” mi avrebbe già detto: “Hey, Marco, welcome on Earth!”, ma io preferisco essere così, un po’ ingenuo e credere ancora nell’umanità…
È da alcuni anni che ho questa tentazione… ripercorrere quasi vent’anni di collaborazione con Gianna Nannini visti a 360 gradi. Un “workshop” interamente dedicato a noi due… Ma leggiamo come l’ho descritto in questa comunicazione:
GN Global Workshop
a cura di Marco Colombo “Tre ore di amore e musica per la grande Gianna”
Workshop dedicato ai fans e agli appassionati del “mondo Nannini”. Tre ore con Marco Colombo, chitarrista e autore storico di Gianna che illustrerà, chitarre alla mano, documenti e rarità, i “segreti” musicali, le parti musicali più interessanti e degne di nota, i suoni e gli assoli registrati nella lunga e caleidoscopica produzione discografica nanniniana. Saranno spiegati i criteri di arrangiamento, le modalità di lavoro dell’artista dalla creazione della canzone fino alla pubblicazione definitiva. Si parlerà anche delle sue influenze artistiche e delle passioni sfrenate per alcuni generi musicali, la vita live e in studio. Inoltre saranno svelate curiosità e i molti aneddoti vissuti durante la decennale collaborazione con l’artista. È prevista un’ampia possibilità di interazione con il chitarrista, con richieste musicali “on demand” e spazio domande.
Data e località da destinarsi.
STRUTTURA 1. Parte introduttiva:
Non sparate!, sono solo il chitarrista. A casa di Igor. Storia di una telefonata. Si parte. Oddio, questi fanno sul serio. Aerei e Ansiolitici. Stomaco addio. Discografia. Il grammelot internazionale di Gianna (interessantissima forma di comunicazione spontanea). Viaggi e posti. Il Jet Set. I fans. 2. Parte tecnica:
Gianna e i musicisti (gli estrosi parametri di valutazione dei musicisti – Latin lover e America). Le prove informali e le prove “lacrime e sangue”. Le prove di produzione. Abbigliamento e look. Strumentazioni e selezione dei suoni. Il dilemma “pezzi nuovi” e repertorio esistente. Audio clip significativi sui vari generi musicali esplorati dalla Nannini con riferimento agli artisti da cui si è ispirata. Approccio ai singoli strumenti: come l’artista concepisce le parti e il suono. La composizione delle canzoni: Il Philips a cassette.
STUDIO: Ci vogliono tanti soldi. Una bambina curiosa. Magia della struttura. La sbandata per i campionamenti e l’informatica… Il periodo “etnico”. Il periodo Grunge. Il periodo minimale. Il periodo “Malone”. Il punk nanniniano: sogno o inibizione? L’ossessione delle parti… e le eventuali delusioni. La preproduzione del disco.
La registrazione “no budget”. Il giorno più lungo: “Luna dell’Est”. Il giorno più bello: “Oh Marinaio”. Gli ospiti temuti dai produttori e dal manager. L’ossessione di Hans. Non fare troppi “ghirigori”. Vieni a sentire… a me sembrava diverso!
Le chitarre di Gianna: Cuore Zingaro. Aiuto. Oh Marinaio (e le scogliere liguri…). Notti senza cuore. Bim bum bam. Radio baccano. Hey Bionda. America. Sei nell’Anima (intenzione “Malone”).
SOLI: Tira tira. Un ragazzo come te. Bacio fondente. La tarantella di America.
LIVE: le prove: noi lavoriamo, e Gianna? L’arrivo sul palco. Perché i tecnici si prendono una mezz’ora in più da quando mette piede sul palco. Il troiaio. L’economia della voce. La scaletta. Il dressing room. La “Ola” e il bicchierino. On Stage! Gli attacchi. Voglio fare l’amore. La grinta. Parte: tutti pronti!!! I segni dello sfinimento.
Ritorna come una guerriera. La magia e le lacrime. Il saluto al pubblico: “Ouch!” Gestione degli Encores.
Dressing room 2: la rabbia dello scherno. La sparizione mistica. 2. Interazione con il pubblico:
3. Parte interattiva:
Spazio aneddoti e domande risposte. Intervista live di alcuni partecipanti ad estrazione invitati sul palco, oppure raccolta delle domande scritte su un foglio a cui il chitarrista risponderà e sulle quali sarà possibile creare un breve dibattito.
Alla fine di un concorso in diretta basato su domande del chitarrista, il vincitore canterà o suonerà una canzone di Gianna accompagnato dal chitarrista.
È uscita il 27 scorso l’attesissima opera rock di Gianna Nannini “Pia come la canto io”. Ottimo lavoro e, secondo me, il miglior concept grafico (copertina eccellente) ad oggi. Con questa felice uscita festeggio le collaborazioni a otto dischi della cantante senese! Contento ;-)
Per informazioni consultate il sito ufficiale e il sito dedicato.
Prosegue la mia ricerca verso l’autocoscienza, ovvero il tentativo di impadronirmi del mio inconscio. Per ora è venuta fuori questa idea breve ma significativa. Vi piace?
A grande richiesta (Massimo), ripropongo il brano allungato con un po’ di “grido”… ascoltare, ascoltare…