Con il termine “assolo” o “a solo”, si intende una parte solistica eseguita dallo strumento o dalla voce. Di solito rappresenta un momento, nella dinamica del brano musicale, di forte intensità emotiva ed è situato spesso prima del ritornello conclusivo a cui può anche essere sovrapposto, o ancora a conclusione del brano stesso. L’assolo assolve a due funzioni principali: soddisfa l’ascoltatore creando interesse ed emozione; esalta le qualità del brano musicale (oltre a gratificarne l’esecutore…). Inoltre crea varietà e “respiro” nella struttura del brano. L’assolo non è un quasi mai frutto di un’improvvisazione estemporanea, ma viene elaborato e perfezionato dall’esecutore durante le prove e l’eventuale registrazione del brano stesso. In questo caso, di solito si registra la base ritmica dove la chitarra esegue una parte di sostegno; successivamente l’assolo viene sovrainciso sulla base e il chitarrista, secondo il tempo che ha a disposizione (il tempo di creazione e registrazione dell’assolo è rilevante, se non determinante nella riuscita di un grande assolo), perfeziona il fraseggio secondo il proprio stile e rispettando più o meno consciamente alcune norme tipiche e ricorrenti, che prenderemo in considerazione in seguito. È interessante notare che l’assolo è quasi sempre preceduto da un evento preparatorio (ad es. “Hope you’re feeling better – Santana; Something – The Beatles; Another brick in the wall – Pink Floyd, ecc.), che può consistere in una momentanea modificazione dell’andamento ritmico, da un momento di attesa esaltato da un passaggio di batteria, da un vero e proprio stacco, ecc.
Innanzitutto tenterò di delineare le varie tipologie dell’assolo, dedotte dall’analisi del repertorio pop rock degli anni 70 ad oggi.
1. Assolo breve
Di solito il fraseggio riprende e sottolinea una parte melodica importante del pezzo;
2. Assolo “standard”
Normalmente dura otto misure ed è a ragione ritenuto il modello classico dell’assolo di canzone;
3. Assolo “POP”
Più che un vero e proprio assolo è spesso una ripresa strumentale, con eventuali variazioni, della melodia principale del pezzo (chorus, ma anche strofa); utilizzato ampiamente nella musica leggera tradizionale;
4. Assolo “Hardcore”
In questa tipologia identifico il classico assolo virtuosistico tipico dei generi “Metal” e sottocategorie, ma anche Hard Rock e simili. Il momento più atteso dal pubblico nel quale esplode la potenza della musica;
5. Assolo di durata breve-media
Può durare quattro-otto battute, con ripresa sul finale;
6. Assolo “predominante”
Possiamo definire “predominante” quell’assolo che prepara o introduce un’importante parte strumentale di sviluppo, come ad esempio in “Hotel California”;
7. Assolo “di collegamento”
Anche qui utilizzo una definizione di fantasia per indicare un fraseggio breve di collegamento a varie parti del brano oppure come un pattern ripetitivo (in questo caso si identifica meglio come il cosiddetto “obbligato” una parte ben definita e non variabile, alle volte doppiata da altri strumenti.
Dinamica dell’Assolo
Ovviamente l’assolo può essere concepito nei modi più estrosi e creativi, dato che consente all’esecutore di esprimersi al meglio nel punto più “caldo” del pezzo. Tuttavia si possono estrapolare alcune regole desunte, come già detto, dal migliore repertorio pop rock.
Schematicamente, l’assolo si può suddividere in quattro sezioni, che si possono ragionevolmente definire come:

L’ingresso, di fondamentale importanza, è determinato generalmente da un breve e intenso fraseggio che può avere caratteristiche “aggressive” (e quindi imporsi all’attenzione da subito) oppure insinuarsi gradualmente conquistando in maniera più morbida l’interesse dell’ascoltatore.
L’esposizione svolge il discorso introdotto nell’ingresso dell’assolo e, molto spesso, vive di questo, essendo le prime note indicative del carattere di ciò che seguirà. Impostato il tono della solo con l’ingresso, il chitarrista è più libero di muoversi concedendosi di costruire secondo la sua passione e inventiva. Un requisito fondamentale dell’esposizione è di aumentare gradualmente o, se non altro, mantenere viva la tensione generata fino a quel momento, per poi sfociare nel momento decisivo, nucleo centrale della solo: il “climax”.
Il climax è un punto cruciale della solo, dove il chitarrista tra il massimo in termini di emotività è bellezza musicale. Naturalmente è di breve durata, spesso costituito da poche note, ed è il momento più difficile da evocare. Spesso è una magica combinazione di eventi sonori di grande effetto. La massima intensità emotiva per ottenere il climax si ottiene in un contesto di band, dove tutti concorrono a un grande pathos nel momento culminante dove la partecipazione emotiva di tutti è massima.
La conclusione o “uscita” dell’assolo è ugualmente importante per diversi motivi: guida il discorso musicale verso le strutture seguenti del brano. I momenti successivi all’assolo risentono di riflesso e auspicabilmente beneficiano del momento dell’assolo appena conclusosi: un’uscita male impostata “affatica” in qualche modo la ripresa del discorso musicale. Un assolo ben costruito nel suo complesso acquista ulteriore bellezza se concluso con eleganza e sensibilità musicale. Volendo fare un paragone estroso, ma molto calzante, si può considerare la conclusione dell’assolo come l’uscita dell’esercizio in una gara sportiva di atletica…