Lettera a uno sconosciuto
Lettera inviata a “You Book”, rubrica di auto-recensioni di libri all’interno della trasmissione radiofonica “Fahrenheit”, in onda su RAI Radio 3.
“Ciao a tutti, mi chiamo Marco Colombo, musicista. Vorrei parlare del volume “Lettera a uno sconosciuto”, di John Cage, a cura di Richard Kostelanez, edizioni Socrates, Roma – 1996.
Lettera a uno sconosciuto, un generoso volume di oltre 500 pagine, raccoglie centinaia di interviste a uno dei più significativi e importanti musicisti del XX secolo: John Cage.
Attraverso la molteplicità di domande rivolte al musicista, sempre puntuali e stimolanti, si rivela al lettore la sua brillantezza di pensiero, la ferrea coerenza artistica e il suo splendido carattere gioioso e al contempo profondissimo.
Tra i molti, forse l’aspetto più interessante del pensiero di Cage è il suo consapevole avvicinamento alle dottrine del Buddismo Zen, necessarie per svuotare la mente dall’oppressione della memoria. In questo modo si viene liberati dai vincoli della tradizione e si accoglie l’inventiva nella sua forma più pura.
Un altro aspetto fondamentale della poetica del compositore è il ricorso alle operazioni casuali attraverso l’I Ching, il libro dei mutamenti. In questo modo, l’apparente aleatorietà della composizione musicale viene circoscritta in uno schema decisionale che ne definisce i parametri tecnici.
Formidabili sono anche le sue scintillanti digressioni – mai accademiche – sugli argomenti a lui cari: la pittura, lo studio dei funghi, la macrobiotica, la pedagogia e la filosofia sociale.
Una lettura che, seppure di argomento prettamente musicale, risulta agevole e stimolante, da cui ogni estimatore dell’ingegno umano può trarre certamente ispirazione ed esempio.
Sono Marco Colombo di Milano e ho parlato del volume “Lettera a uno sconosciuto”, di John Cage, ed. Socrates, 1996″.